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Dopo due anni di
annunciate riforme al sistema universitario ciò che
resta è la forte riduzione del
fondo di finanziamento ordinario. Mentre i tagli
indiscriminati a tutti agli atenei sono criticati anche
dal presidente Napolitano, la norma che assegna la
quota residuale del fondo agli atenei c.d. “meritevoli”
non è ancora applicabile per la
mancanza di linee guida.
Intanto costa all’erario statale ogni anno 1 miliardo e
mezzo di euro la fuga all’estero dei cervelli italiani.
Le proposte del PD consentono di “NON spendere meno,
ma spendere meglio” per università e ricerca.
Risorse, Responsabilità, Rigore e Razionalizzazione,
queste le linee guida del PD tradotte in 8 proposte da
applicare subito:
-
10.000 borse di studio da 10.000
euro l'una per i neo-diplomati più meritevoli
provenienti da famiglie non abbienti. Borse
spendibili in qualunque corso di laurea in qualunque
università italiana a scelto dello studente;
-
Defiscalizzazione per 5 anni
delle assunzioni di dottori di ricerca sia nel
settore privato che in quello pubblico;
-
Estendere il sistema del diritto
allo studio universitario al dottorato di ricerca,
così da garantirlo anche a studenti provenienti da
famiglie non abbienti,
-
Avviamento immediato dell’Agenzia
nazionale per la valutazione;
-
Legare sempre più le risorse alle
valutazioni sugli atenei;
-
Costituzione di un'Agenzia
nazionale indipendente per il finanziamento alla
ricerca pubblica cui affidare l'assegnazione di
tutti i finanziamenti;
-
Promuovere l'autonomia degli
atenei fissando per legge solo i criteri generali
cui gli statuti devono attenersi;
-
Una nuova politica "del
reclutamento" per ridurre la precarietà dei
ricercatori, distinguere reclutamento e carriera e
stabilire un ruolo unico della docenza.
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